L'Italia per il Patrimonio Culturale del Kurdistan Iracheno

L’attuale progetto di cooperazione “Salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale della regione del Kurdistan in Iraq” condotto dal 2012 dal Dipartimento di Scienze delle Antichità – Sapienza, Università di Roma, su incarico del Ministero degli Affari Esteri, ha come sua origine una lunga serie di attività scientifiche e rapporti intessuti con la controparte locale.

Le attività della missione congiunta italo-irachena svolte nelle provincie della regione autonoma del Kurdistan iracheno hanno infatti avuto inizio con una prima ricognizione a Sulaimaniya nel febbraio 2006, quando l’IsIAO divenne uno dei primi istituti a dialogare con le istituzioni regionali dopo il crollo del regime di Saddam Hussein. Il progetto pilota nato da questi incontri preliminari venne finanziato dal Ministero degli Esteri sui fondi del decreto Iraq per il tramite della Task Force Iraq. Nel luglio dello stesso anno ebbe luogo una seconda missione durante la quale, in accordo con il personale scientifico responsabile della zona, si sono pianificate le prime attività di ricerca da svolgere sul territorio che hanno preso ufficialmente il via con una campagna archeologica durante l’autunno del 2007. In questo lasso di tempo un gruppo di archeologi, epigrafisti e restauratori italiani ha lavorato, come consulenti e d’accordo con la Direzione per le antichità del KRG, alle fasi preliminari del “Progetto Paikuli”, mirato allo studio, al restauro e allo scavo della torre commemorativa di Paikuli. Parallelamente si è lavorato alla risistemazione dei blocchi iscritti provenienti dal sito di Paikuli all’interno del museo di Sulaimaniya.

Nell’autunno 2007 e 2008, si sono organizzati in Italia corsi di formazione bimestrale per otto funzionari del Museo di Sulaimaniya e nel secondo anno per dieci funzionari delle sovrintendenze archeolgiche di Sulimaniya, Erbil e Dohuk. I corsi sono stati organizzati dall’IsIAO con la collaborazione della Sovrintendenza Archeologica di Ostia Antica. Al termine dei corsi sono state organizzate conferenze per la diffusione mediatica del progetto e dei suoi risultati che hanno coinvolto autorità istituzionali del governo regionale curdo.

Il biennio 2009-2010 segna l’importante passaggio del progetto nell’ambito della Cooperazione Italiana allo Sviluppo, con un primo progetto le cui attività si sono protratte nel corso di 18 mesi ed hanno interessato diversi aspetti legati alla formazione di personale tecnico e alla valorizzazione di strutture museali e siti archeologici delle tre provincie della regione del Kurdistan.

Grazie agli accordi stipulati con le autorità locali coinvolte come il Ministry of Municipality and Tourism e la High Commission for Erbil Citadel Revitalization, si è potuto, infatti, articolare una serie di complesse iniziative che hanno avuto come oggetto campi quali la documentazione, catalogazione, survey archeologica, piani di conservazione, progettazione GIS.

Nel 2012, infine, la gestione e conduzione del nuovo progetto di cooperazione viene assunta dal Dipartimento di Scienze delle Antichità – Sapienza Università di Roma, proseguendo tutte quelle attività che nel corso degli anni hanno cementato il rapporto di collaborazione fra i due paesi nell’ambito dei beni culturali e della loro conservazione.